Offshore Accountants

Offshore: specialisti nella costituzione di società estere

Fai partire il tuo business! Lascia a noi tutte le pratiche burocratiche per l'apertura della tua società all'estero, i tuoi conti bancari multivaluta, la tua carta di debito aziendale, le dichiarazioni annuali

Oltre 30 anni di esperienza in:

  • costituzione di società nuove in United Kingdom, Wyoming, Delaware, Florida, Arkansas, Texas, Washington D.C., New York, Nevada, South Dakota, Puerto Rico, Repubblica Dominicana, Belize, Panama, British Virgin Islands, Isole Cayman, Isole Vergini Americane, UAE, Seychelles, Trinidad e Tobago, Vanuatu, Nauru, Hong Kong, Macao, Irlanda, Romania, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Madeira, Norvegia, Germania, Malta, Cipro, Gibilterra, Anguilla, Nevis;
  • vendita società ready made, recenti o storiche, anche con VAT (dove previsto) e conto bancario;
  • introduzione per l'apertura di conti bancari, anche multivaluta, con carte di debito;
  • servizio fiduciari, domiciliazione sede legale, certificati e procure notarili, anche apostillate.

Con SOCIETÀ OFFSHORE si identifica una società registrata in base alle leggi di uno stato estero, ma che conduce la propria attività al di fuori dello stato o della giurisdizione in cui è registrata. Wikipedia
INTERNAZIONALIZZAZIONE
Operazione intesa a garantire la possibilità di presenza o di partecipazione attiva a livello internazionale
Apri ora la tua società offshore

I Nuovi Paradisi Fiscali: gli Stati Uniti

Lo scenario fiscale mondiale è profondamente cambiato negli ultimi anni, il concetto stesso di "paradiso fiscale" è ormai obsoleto e i flussi di denaro più importanti vengono occultati in Paesi inaspettati: il *Financial Secrecy Index mette gli Stati Uniti al secondo posto nella classifica dei Paesi meno trasparenti da un punto di vista finanziario/societario. E a parte le Isole Cayman, i Paesi della famigerata Black List OCSE neanche compaiono nella top ten FSI, lasciando il posto al Lussemburgo, i Paesi Bassi, gli Emirati Arabi, addirittura il Giappone.

*Il Financial Secrecy Index classifica le giurisdizioni in base alla loro segretezza e alla portata delle loro attività finanziarie offshore. Una classifica politicamente neutra, uno strumento per comprendere il segreto finanziario globale, i paradisi fiscali o le giurisdizioni meno trasparenti e i flussi finanziari illeciti o la fuga di capitali.

Crea una società tax free nel Wyoming

Specialisti delle società offshore

Questo nuovo scacchiere internazionale è ben più complesso del precedente: emergono nuovi strumenti di analisi - come l'Offshore Leak Database - in grado di rilevare connessioni inaspettate; la facilità d'accesso a servizi e fornitori consentita dal Web induce molti a pensare di potersi muovere autonomamente.

Per orientarsi in questo scenario serve una figura professionale nuova, un professionista che possa accedere a un network globale di risorse in grado di fornire costantemente informazioni e aggiornamenti. Tradizione, esperienza, professionalità, ma anche innovazione, formazione continua, ricerca, sviluppo di nuove architetture e soluzioni.

Costituzione di società offshore

LTD, LLC, LLP: il nostro team, con oltre 30 anni di esperienza, è il partner giusto per seguire tutte le fasi di incorporazione di una nuova società, dalla predisposizione degli atti societari alla registrazione presso le autorità locali, con l'assistenza di consulenti fiscali sul posto.

Una rete di corrispondenti qualificati che copre capillarmente tutte le principali giurisdizioni, in grado non solo di provvedere alla gestione completa del processo di costituzione di una società estera ma anche di intervenire tempestivamente di fronte a qualsiasi richiesta da parte del cliente.

Dalla nomina o sostituzione di una carica sociale - amministratore, azionisti, segretari - alla domiciliazione della sede legale, dal rilascio di documenti anche con l'apostilla dell'Aia fino alla predisposizione e presentazione delle dichiarazioni periodiche (bilanci, tasse annuali di registro, dichiarazioni IVA se è stata richiesta la partita IVA inglese) e di qualsiasi tipo di atto notarile (procure, contratti, nomina di delegati), anche con servizi avanzati di segreteria sul posto che possono provvedere non solo alla gestione delle corrispondenza e delle telefonate ma anche al reperimento di SIM telefoniche locali o di numeri terrestri VOIP dedicati alla società.

Ovviamente il servizio di costituzione e mantenimento di società estere si completa con l'assistenza per l'apertura di conti correnti esteri - corporate o personali - anche multivaluta e con l'apertura di conti corporate presso i principali servizi di Bitcoin Exchange.

Società esistenti - ready made - anche storiche

Se il tempo è un problema e l'esigenza è di essere subito operativi, abbiamo a disposizione dei clienti società ready made (società già costituite) nelle principali giurisdizioni, complete di conto bancario, VAT, sede legale, assistenza fiscale sul posto e fiduciari, non dormant, anche incorporate negli anni passati.
Il processo di costituzione di una società estera è solitamente abbastanza breve: ci sono situazioni però nelle quali contano i giorni, nelle quali un giorno in più o in meno fa la differenza.
Per questo motivo, periodicamente, procediamo alla costituzione di società estere "ready made", ossia già pronte, con diversi livelli di configurazione: con o senza VAT (se il Paese di incorporazione lo prevede), con o senza fiduciari, con o senza conto bancario. In alcuni casi la configurazione la società estera ready made potrebbe già avere un proprio dominio, sito web, indirizzi email, telefono terrestre e SIM mobile.
In questi casi il trasferimento della società estera ready made al cliente è quasi immediato.
Per quei casi nei quali può essere anche importante operare con una società estera "storica", quindi non costituita recentemente, disponiamo anche di alcune società estere ready made costituite negli anni passati: chiaramente si tratta sempre di società assolutamente limpide, in regola con i rinnovi, le presentazioni delle dichiarazioni periodiche e una posizione bancaria di tutto rispetto.

Conti Bancari Esteri Online o in high street bank

Personale o Societario, high street bank oppure online, merchant account per e-commerce, multivaluta o exchange criptovalute, il conto corrente bancario è uno degli aspetti più delicati dell'attività all'estero: 1st Company Formation può offrire la consulenza giusta per identificare le soluzioni migliori e introdurre il cliente presso i principali istituti bancari.

Scegliere il corretto istituto per l'apertura di un conto corrente estero richiede esperienza e conoscenza, per quanto possa sembrare un processo semplice.

Tutte le banche infatti devono rispettare le specifiche AML (Anti Money Laundering) e quindi adotteranno procedure KYC (Know Your Customer) più o meno complesse e articolate, che andranno dalla semplice richiesta dei documenti personali dell'amministratore e del PSC (Person with Significant Control - il beneficiario effettivo) compresa una residential proof - che potrà essere la fattura di una utenza o un estratto conto bancario - fino alla richiesta di un selfie dell'amministratore con i documenti in mano o alla registrazione di un breve video.

Inoltre in alcuni casi per l'apertura di un conto corrente estero potrà essere necessario presentare - oltre ai tradizionali documenti societari, a partire dal Certificato di Incorporazione - anche una residential proof della società, come per esempio la fattura di una utenza o il contratto di affitto dell'ufficio.

Bisognerà poi considerare gli aspetti operativi ed economici del conto estero: alcuni istituti chiedono un versamento iniziale che può anche essere importante, oppure una giacenza media più o meno rilevante; altri ancora potrebbero accettare rapporti bancari solo nella valuta nazionale - quindi conti solo in Pound o solo in Dollari - mentre altri potrebbero offrire conti correnti multivaluta. In tutti questi caso poi andranno valutati i costi operativi - quindi eventuali canoni mensili o i costi per singola operazione - e le commissioni di cambio per le conversioni in valuta nel caso di conti bancari multivaluta.

Infine, nell'apertura di un conto corrente estero sarà necessario scegliere l'istituto anche sulla base degli eventuali limiti giornalieri o mensili applicati alle movimentazioni, così come la disponibilità dell'istituto ad accettare movimenti da e verso determinati Paesi che potrebbero essere interessanti per il cliente.

Oltre ai conti correnti esteri presso le tradizionali High Street Bank (le banche con filiali su strada) oggi è molto richiesto il conto corrente presso una banca estera online: minori costi operativi, maggiore semplicità di utilizzo, dialogo semplificato con la banca, questi sono solo alcuni degli aspetti positivi di una banca estera online.

Infine, è utile ricordare che il conto corrente estero non è pignorabile: o meglio, per arrivare a un pignoramento di un conto corrente estero è necessario che un Tribunale del Paese in cui la banca estera ha sede accerti che la società intestataria del conto è debitrice morosa nei confronti del creditore querelante e accetti la richiesta di pignoramento. Una prassi questa certamente complessa e sicuramente onerosa, visto che il creditore querelante dovrà avvalersi di uno studio legale estero o comunque abilitato presso i Tribunali del Paese interessato.

Servizio Fiduciario

Il percorso per iniziare un'attività all'estero non si limita alla costituzione di una società e all'apertura di un conto bancario.
Per un imprenditore italiano è scontato sapere quali sono le competenze del commercialista, quali quelle dell'avvocato e quali del notaio; conoscerà la differenza tra la partita IVA e il codice fiscale, saprà che esiste una Camera del Commercio e quindi a chi rivolgersi per avere una Visura Camerale, saprà anche che esistono diversi modelli di visura, ognuno dei quali rappresenta diversi aspetti della società; saprà anche che esiste un Registro Imprese, un Tribunale, cos'è un DURC, quali oneri annuali vanno obbligatoriamente corrisposti e in quale modo, quando presentare un bilancio e quando le dichiarazioni periodiche IVA.
In altre parole: l'imprenditore italiano, assistito dai propri consulenti, conosce perfettamente il territorio nel quale opera e quali sono le regole per poter operare nel pieno rispetto della normativa.
Ogni Paese però ha le proprie regole, che potranno anche essere molto più semplici e snelle rispetto a quelle alle quali siamo abituati in Italia ma non per questo potranno essere disattese. Anzi, il rispetto dei tempi e modi di applicazione di tali regole, proprio perché più semplici, deve essere rigoroso, per evitare di incorrere in sanzioni che poi non ammetteranno ritardi.
Grazie alla nostra rete capillare di consulenti e professionisti, possiamo assistere il cliente nella gestione puntuale di tutte le varie procedure e norme, sia per quanto riguarda la gestione ordinaria degli obblighi societari sia per la produzione di documenti specifici, come procure e contratti, con pieno valore legale internazionale.

  • Apostilla dell'Aia su Procure, Contratti, Certificato di Incorporazione
  • Dichiarazioni periodiche VAT
  • Nominee Service: servizio fiduciari director e shareholder
  • Registered Office: sede legale della società
  • Ufficio Virtuale, con gestione dei servizi di segreteria e smistamento corrispondenza anche tramite corriere espresso
  • SIM Card localizzate, nel caso il cliente richieda un numero di telefono mobile rilasciato da una TLC dello stesso Paese in cui ha sede la società
  • Numero Mobile virtuale per invio/ricezione SMS o per inoltro/ricezione chiamate voce
  • Registrazione dominio internet, a nome della società oppure anonimo
  • Siti WEB su hosting intestato alla società oppure anonimo
  • Email corporate

Perché costituire una società estera?

Chi fa impresa ha il diritto di scegliere luogo e modalità della propria offerta e quindi anche se costituire una società estera: alcuni Paesi offrono indiscutibilmente opportunità migliori, sia in termini di servizi ai cittadini e alle imprese che in termini di tassazione e oneri burocratici.
I motivi principali che portano un cittadino di un Paese a costituire una società in un altro Paese sono:

  • la ricerca di un ecosistema lavorativo meglio organizzato: meno burocrazia, meno adempimenti, maggiore trasparenza, più opportunità di relazioni con il mercato, più dinamismo;
  • il risparmio fiscale: questa è forse l'argomentazione principale che usano diversi Paesi per attirare le imprese, spesso insieme alla garanzia di semplificazione. Non tutti gli Stati infatti hanno una gestione ottimale del gettito fiscale, e quelli meno capaci compensano l'inefficienza con una pressione fiscale più elevata, provocando così una fuga di imprese e risorse verso altri Paesi più interessanti;
  • asset protection: in alcuni casi è necessario intestare i propri beni o trasferire la propria clientela e il proprio ciclo produttivo a una società estera, mascherandone la proprietà con l'uso di fiduciari. Si tratta di manovre difensive, spesso motivate da incertezza e sfiducia verso il sistema giuridico del Paese di origine. E' anche il caso di alcuni imprenditori che - a causa di passate operazioni fallimentari - non hanno più modo di operare in modo manifesto nel proprio Paese.

Costituire una società estera è un reato?

Costituire una società estera non è un reato: come abbiamo già detto, siamo tutti liberi di decidere dove operare e con quali modalità, nel rispetto delle regole del Paese nel quale andremo a operare.
Può diventare un reato, quindi perseguibile, se invece siamo di fronte a un'operazione fittizia che ha il solo obiettivo di pagare meno tasse nel proprio paese. Quindi il reato non sta nel "cosa" ma nel "come".

"Con esterovestizione si intende la fittizia localizzazione all'estero della residenza fiscale di una società che, al contrario, ha di fatto la sua attività e persegue il suo oggetto sociale in Italia." (Wikipedia)

Al contrario, se la "stabile organizzazione" è realmente all'estero, l'attività viene svolta all'estero o comunque non in Italia (sono due cose diverse, anche se apparentemente uguali), le decisioni importanti per la gestione dell'impresa vengono prese all'estero, allora il rischio di essere accusati di esterovestizione scompare.

E' utile segnalare il parere della Suprema Corte in merito, in un recente sentenza nella quale "... la Cassazione, orientandosi conformemente ai principi espressi dalla giurisprudenza comunitaria, ha riconosciuto che qualora il contribuente sia messo nelle condizioni di poter scegliere tra due operazioni, non è obbligato a scegliere quella che gli comporti un maggior carico fiscale ma, al contrario, ha il diritto di scegliere la forma di conduzione dei propri affari che gli consenta di “alleggerire” il proprio onere contributivo. Quest’ultimo è proprio l’obiettivo fondante della libertà di stabilimento che consente a qualsiasi cittadino dell’Unione Europea di creare uno stabilimento in un altro Stato membro per potervi quivi esercitare un’attività economica. Pertanto, il fatto che la costituzione sia avvenuta al solo scopo di poter usufruire del trattamento fiscale più vantaggioso non costituisce ex se un’ipotesi di abuso" (Diritto.it)

Quali errori evitare nella costituzione di una società estera?

Ci sono alcune cose da fare assolutamente e altre da evitare nella costituzione di una società estera, per non incorrere nell'ipotesi di esterovestizione.
Se i soci di una società estera sono italiani residenti in Italia, l'amministratore è italiano e residente a sua volta in Italia, il sito web è proprietà di un italiano sempre residente in Italia, la server farm è in Italia, i clienti sono solo imprese italiane (o peggio, c'è un solo unico cliente, un'impresa italiana), l'estratto conto bancario viene consegnato a un indirizzo italiano ... di estero rimane solo il nome e l'indirizzo.

Questi sono solo alcuni degli errori più comuni commessi da chi intende solo cogliere i benefici fiscali di altri Paesi.

La "libertà di stabilimento" riportata dalla Cassazione consente appunto di fondare il proprio stabilimento dove si vuole, però va fatto sul serio, non per finta.

Certo, è innegabile che si può aggirare questo problema ricorrendo all'uso di fiduciari, cosa che avviene comunemente nei casi di asset protection, e si può rimediare con un po' di attenzione anche agli altri aspetti.

Ricordiamoci però che una fiscalità più vantaggiosa è solo uno degli elementi da valutare nella scelta di costituire una società offshore e non deve essere l'unico: anche un ambiente produttivo più dinamico può rappresentare un vantaggio importante e - se gli affari vanno bene - molto spesso si riduce o decade del tutto la necessità di far sopravvivere l'attività semplicemente pagando meno tasse.

Infine, i trattati contro la doppia imposizione che esistono tra i vari Paesi possono offrire opportunità interessanti per contenere l'incidenza fiscale: per esempio, nel caso della Convenzione Italia USA, al verificarsi di determinate condizioni è prevista una ritenuta ridotta sui dividendi (del 5% invece che del 30%), per arrivare in alcune circostanze anche alla non applicazione di alcuna ritenuta.

Inoltre l'articolo 16 della Convenzione Italia USA (ma in realtà di tutte le Convenzioni, si tratta di un modello OCSE) stabilisce che un amministratore italiano di una società USA dovrà pagare le imposte negli USA (e viceversa), e questo in virtù del principio generale che le imposte si pagano nel Paese in cui il reddito è prodotto.

Quali Paesi evitare nella costituzione di una società estera?

Le società costituite nei paesi appartenenti alla Black List, una Lista Nera dei Paradisi Fiscali definita dall'Unione Europea, che è l'elenco dei Paesi con una tassazione particolarmente bassa e che non hanno aderito al sistema di scambio dei dati fiscali con gli altri Paesi.

Fino a qualche anno fa c'era l'obbligo di comunicazione all'Agenzia delle Entrate delle operazioni con società offshore dei Paesi della Black List: in pratica, ricevendo una fattura da una società offshore di uno di questi Paesi si aveva l'obbligo di comunicarlo all'Agenzia delle Entrate.

Nel 2017 quest'obbligo è stato abolito, ma questo non significa che ora si possano ricevere con serenità fatture da società offshore dei Paesi della Black List, tutt'altro.
L'elenco ogni tanto viene rivisto, il 18 febbraio 2020 il Consiglio UE ha inserito altri 4 Paesi portando l'elenco a 12:

- Figi
- Guam
- Isole Cayman
- Isole Vergini degli Stati Uniti
- Oman
- Palau
- Panama
- Samoa
- Samoa Americane
- Seychelles
- Trinidad e Tobago
- Vanuatu

Quali sono le conseguenze nel ricevere una fattura da una società offshore di uno di questi Paesi? Semplice: il costo non viene riconosciuto e quindi l'importo pagato viene ripreso a tassazione.

Le società offshore di questi Paesi però non sono del tutto prive di utilità: per esempio, possono essere utilizzate per risolvere problemi legati alla proprietà (asset protection), quando si desidera proteggere una proprietà dall'aggressione dei creditori, intestandola a una società offshore non aggredibile.

Quali sono i Paesi migliori per costituire una società estera?

La risposta più semplice potrebbe essere "quelli dove si pagano meno tasse", ma sarebbe una risposta poco intelligente: le tasse sono certamente un aspetto importante ma rappresentano solo uno degli elementi per una corretta valutazione.
E' necessario anzitutto valutare il tipo di attività che si intende realizzare, e già questo potrebbe restringere la scelta.

Per esempio, se l'attività riguarda le cryptovalute, le British Virgin Islands sono uno dei Paesi migliori per questo tipo di attività, visto che hanno adottato una normativa al momento particolarmente vantaggiosa, oltre ad avere un regime fiscale molto interessante (non a caso Genesis Mining, una delle principali società che opera nei mining, ha sede a BVI).

Il Regno Unito è perfetto per le attività finanziarie come la vendita al pubblico di derivati, attività che prevede il rilascio di apposita licenza: infatti una licenza base della FCA - la Financial Conduct Authority - costa circa 1.500 pound all'anno, ma vi serviranno anche 7 mila pound per il consulente autorizzato che vi seguirà nella predisposizione della pratica. Sempre meno di quanto andreste a spendere in qualsiasi altro Paese. E lavorano con licenza FCA società del calibro di PayPal. Se poi consideriamo che la tassazione per le società in UK è del 19%, la burocrazia è ridotta la minimo, le incombenze a carico delle imprese sono poche, un commercialista costa il giusto (meno di un collega italiano, ma solo perché deve sobbarcarsi di meno oneri) ecco che UK diventa un Paese estremamente interessante.

L'Estonia è un Paese che offre molto alle imprese, sia in termini di semplificazione che di infrastrutture, sempre con un regime fiscale molto interessante.

Poi bisogna considerare gli aspetti di mercato: i vostri clienti dove stanno? Se stanno in Europa, sarà bene dialogare con loro da un Paese non sgradito, bene organizzato e con un rischio geo-politico basso o inesistente: per esempio UK, ma in alcuni casi potrebbe andar bene Madeira, il Portogallo, Cipro, forse Malta.

Avrete bisogno di dipendenti? Il costo del lavoro è molto diverso da Paese a Paese: l'Irlanda per esempio ha una tassazione per le società molto bassa, ma gli oneri sociali sono elevatissimi, frutto della scelta di quel Paese di attrarre imprese straniere offrendo un trattamento fiscale molto accattivante in cambio del trasferimento dei costi del Social Security.

Infine, gli USA: alcuni Stati - a partire dal Delaware - hanno adottato la politica di applicare tasse bassissime o inesistenti a chi apre società non residenti (appunto offshore), che quindi non operano nel territorio. Cosa ci guadagnano? Migliaia di società che pagano comunque una "imposta di registro" annuale, garantendo così all'Amministrazione dello Stato entrate molto interessanti. Si arriva addirittura a tassazione zero, come nel caso del Wyoming - un territorio grande due volte l'Inghilterra con una popolazione inferiore a quella di Bari - dove le LLC non pagano le tasse sul reddito d'impresa (corporate income tax). E infatti, con questa politica, il Wyoming sta attirando imprese importanti, che decidono di stabilire lì la propria sede e i propri impianti produttivi. Ma non è un caso isolato, anche il South Dakota non applica una corporate income tax, mentre Alaska, Florida, Nevada, South Dakota, Texas, Washington, Wyoming, a cui si aggiungeranno presto New Hampshire e Tennessee, hanno scelto di non applicare alcuna tassazione sui redditi personali, mantenendo invece la tassazione sugli investimenti e gli interessi.

Lo scenario insomma è complesso, richiede conoscenza, contatti, esperienza: la conoscenza delle norme vigenti nei vari Paesi, per poter dare al cliente le indicazioni più corrette; i contatti nei vari Paesi, per offrire assistenza tempestiva e informazioni aggiornate; esperienza, per sapere dove potrà manifestarsi un problema e avere la capacità di anticiparlo oppure di porvi rimedio.

Contattaci

Contatta ora i nostri esperti che sono a tua disposizione per rispondere alle tue domande e fornirti tutte le informazioni necessarie.